14) Jung. L'individuazione.
L'individuazione viene definita da Jung come il processo di
differenziazione che ha come meta lo sviluppo della personalit
individuale; essa rappresenta quindi lo sviluppo delle
particolarit di un individuo, sulla base della sua disposizione
naturale. Pur costituendo una via individuale che pu deviare
rispetto a quella consueta, essa deve condurre ad uno spontaneo
riconoscimento delle norme collettive. L'individuazione
rappresenta un processo di elevazione spirituale: essa porta
infatti ad un ampliamento della sfera della coscienza.
C. G. Jung, Tipi psicologici.
Il concetto di individuazione ha nella nostra psicologia una parte
tutt'altro che trascurabile. L'individuazione  in generale il
processo di formazione e di caratterizzazione dei singoli
individui, e in particolare lo sviluppo dell'individuo psicologico
come essere distinto dalla generalit, dalla psicologia
collettiva. L'individuazione  quindi un processo di
differenziazione che ha per meta lo sviluppo della personalit
individuale. La necessit dell'individuazione  una necessit
naturale, in quanto che impedire l'individuazione, merc il
tentativo di stabilire delle norme ispirate prevalentemente o
addirittura esclusivamente a criteri collettivi, significa
pregiudicare l'attivit vitale dell'individuo. L'individualit 
per gi data fisicamente e fisiologicamente e si esprime
analogamente anche nel suo aspetto psicologico. Ostacolare in modo
sostanziale l'individualit comporta perci una deformazione
artificiosa. E' senz'altro chiaro che un gruppo sociale il quale
sia costituito da individui deformi non pu essere un'istituzione
sana e, a lungo andare, vitale, giacch soltanto la societ che 
in grado di serbare la propria coesione interna e i propri valori
collettivi assieme alla massima possibile libert del singolo pu
contare su di una vitalit duratura. Per il fatto stesso che
l'individuo non  soltanto un essere singolo, ma presuppone anche
dei rapporti collettivi per poter esistere, il processo di
individuazione non porta all'isolamento, bens a una coesione
collettiva pi intensa e pi generale.
Il processo psicologico dell'individuazione  strettamente
connesso con la cosiddetta funzione trascendente, in quanto
mediante questa funzione vengono date quelle linee di sviluppo
individuali che non potrebbero mai essere raggiunte per la via gi
tracciata da norme collettive.
L'individuazione non pu essere in alcun caso l'unico obiettivo
dell'educazione psicologica. Prima di potersi proporre come scopo
l'individuazione, occorre raggiungere la meta educativa
dell'adattamento al minimo di norme collettive necessario per
l'esistenza: una pianta che debba essere portata alla massima
possibile fioritura delle sue peculiarit deve anzitutto poter
crescere nel terreno in cui  piantata.
L'individuazione  sempre pi o meno in contrasto con le norme
collettive, giacch essa  separazione e differenziazione dalla
generalit e sviluppo del particolare; non per di una
particolarit cercata, bens di una particolarit gi a priori
fondata nella disposizione naturale. L'opposizione alle norme
collettive  per soltanto apparente, in quanto, a ben guardare,
il punto di vista individuale non  orientato in senso opposto
alle norme collettive, ma solo in senso diverso. La via
individuale pu anche non essere affatto in contrasto con la norma
collettiva giacch l'antitesi di quest'ultima non potrebbe essere
altro che una norma opposta. Ma la via individuale non  appunto
mai una norma. Una norma nasce dalI'insieme delle vie individuali
e ha ragione di esistere e possiede una sua efficacia animatrice
solo quando genericamente sussistono vie individuali che di tanto
in tanto vogliano seguire il suo orientamento. Una norma che abbia
validit assoluta non serve a nulla. Un vero conflitto con le
norme collettive si ha solo quando una via individuale viene
elevata a norma, il che  poi la vera intenzione
dell'individualismo estremo. Questa intenzione  naturalmente
patologica e del tutto avversa alla vita. Pertanto essa non ha
nulla a che fare con l'individuazione, la quale, deviando dalla
via consueta per imboccare una individuale, ha bisogno proprio per
questo della norma per orientarsi di fronte alla societ e per
effettuare la coesione fra gli individui entro la societ,
coesione che  una necessit vitale. L'individuazione porta perci
a un apprezzamento spontaneo delle norme collettive; invece la
norma diventa sempre pi superflua in un orientamento
esclusivamente collettivo della vita, e con ci la vera moralit
va in rovina. Quanto pi l'uomo  sottoposto a norme collettive,
tanto maggiore  la sua immoralit individuale. L'individuazione
coincide con l'evoluzione della coscienza dall'originario stato
d'identit; l'individuazione rappresenta quindi un ampliamento
della sfera della coscienza e della vita psicologica cosciente.
C. G. Jung, Tipi psicologici, Boringhieri, Torino, 1968, pagine
463-465.
